La mia ricerca di artigianalità ha varcato i confini delle Alpi per approdare in Svizzera e conoscere Bottega Senatore, un brand di calzature da uomo di lusso ideato da Daniel Porcello, il quale, da buon italiano-fiero, ha deciso di portare fuori dal Bel Paese le proprie idee e la sua passione. L’azienda, difatti, è l’emblema di come il Made in Italy sia ancora fortemente apprezzato – ed invidiato – all’estero e costituisce il connubio di un’esperienza quarantennale di un gruppo di Maestri Artigiani calzaturieri. Indovinate di dove? Del Salento, la mia patria, che non smetterà  mai di stupirmi ed inorgoglirmi. E’ qui che Daniel si reca per pensare, disegnare e curare nei minimi dettagli i suoi prodotti assieme ad un team di eccellenze per creare calzature raffinate e di qualità . Difatti, lo stile, è ricercato ma sempre attuale.  Le scarpe incarnano perfettamente gli standard di eleganza maschile, ma “calzano perfettamente” per i gentleman di tutte le età, ed anche per chi vorrebbe osare un po’ di più. I prodotti sono rigorosamente italiani: viene utilizzata la morbidissima pelle di vitello pieno fiore o quella scamosciata; la costruzione, però, è il punto forte: ogni calzatura è fatta a mano con tecniche di lavorazioni diverse, da quella Blake per le classiche, all’impermeabile e pregiata cucitura Blake increna, a quella laterale per le sneakers, e presto anche la costruzione Goodyear welt.

In questi mesi vi farò scoprire qualche capolavoro della collezione di Bottega Senatore, partendo ora dall’iconica Doppia Fibbia, la Didìo, un nome di per se interessante per chi di dettagli vive. E’ la calzatura versatile per eccellenza: grazie alla sopracitata pelle di vitello pieno fiore, alla comoda suola in gomma Vibram – che consente di camminare sotto la pioggia o neve in totale sicurezza ed è la migliore reperibile sul mercato – e al dettaglio in stile quarter brouge, la Didìo testa di moro può essere indossata nelle fredde ed incerte giornate invernali, dove la pioggia è sempre dietro l’angolo.

Questa duttilità può essere ricercata anche nello stile. In questo articolo ve l’ho proposta con un abbinamento casual, accostandola ad un pantalone di velluto e ad una giacca blu navy in lana. Nulla toglie, però, che la Didìo possa essere utilizzata anche in ufficio, ad una cena di lavoro o, oltretutto, sotto un jeans. A Daniel piace definirla “scarpa duale”:  particolare, data l’assenza di lacci ed il raffinato richiamo al motivo brouge, ma non altezzosa; elegante, ma disinvolta, per via della sua adattabilità ad ogni genere di occasione. Pirandello direbbe, “uno nessuno centomila”, noi ci accontentiamo di.. Didìo!

Foto di: Luca Orsi ph

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