L’abito deve essere un piacere per chi lo indossa, ma anche destare gradimento per chi vi è di fronte. Indubbiamente la cravatta, a seconda del colore e del pattern, può spezzare la monotonia di un abito in tinta unita. Ma c’è un altro accessorio che vene utilizzato per colmare il vuoto che vi è tra la manica ed il rever della giacca, ma soprattutto per abbellire il nostro look ed esaltare la giacca che si indossa: il fazzoletto da taschino, conosciuto anche come pochette o pocketsquare.

Generalmente i tessuti più utilizzati sono il lino, la seta ed il cotone. Per quest’ultimo, però, bisogna far attenzione all’abbinamento con la camicia evitando di usare il medesimo cotone in modo da non risultare troppo ripetitivi. Le pochettes in lino sono perlopiù monocolore, bianco o azzurro o con ricami più sfiziosi, mentre quelle in seta sono le più diffuse per via della particolarità dei disegni e fantasie che ivi si possono realizzare. La misura ideale non è mai inferiore a 41 cm x 41 cm, cioè abbastanza grandi da non perdersi nella tasca della giacca. Sulla qualità del fazzoletto da taschino è bene sapere che i migliori hanno l’orlo cucito a mano che, oltre a conferirle pregio, attribuisce un effetto più gradevole e sinuoso all’accessorio evitando la rigidità tipica di un orlo cucito a macchina.

Circa il modo con cui si abbina un fazzoletto da taschino alla giacca e alla cravatta, occorre specificare subito che le regole del bel vestire impongono che non vi sia mai ripetizione tra la fantasia della pochettes e quello della cravatta, ma sull’accostamento con la giacca non vi si debba seguire un canone preciso: la creatività è la protagonista assoluta di questo accessorio, il cui abbinamento con il resto del look è a discrezione e gradimento di chi lo indossa (il contrasto cromatico, però, è sempre il più indicato).

Arriviamo, dunque, al quesito che molti di voi mi pongono: come si indossa un fazzoletto da taschino? I modi sono vari, cambiano in base alle occasioni, ma soprattutto al gusto personale:

  • Piega a sbuffo: in assoluto la mia preferita poiché conferisce allegria e charme al vostro aspetto. Difatti, vi è una regola non scritta secondo cui la pochette debba essere infilata nel taschino con più naturalezza e disinvoltura possibile. Si ottiene prendendo l’accessorio con due dita (indice e pollice) e piegandolo su se stesso facendo uscire (o, meglio, sbuffare) dal taschino le punte e la parte ripiegata;
  • Piega formale: il modo più discreto e classico di usare un fazzoletto, piegandolo a forma di quadrato e riponendolo all’interno del taschino facendone sporgere solo un lato. Adatto per le occasioni formali o se si indossa uno smoking (necessariamente in lino bianco o seta bianca);
  • Piega a punta (2, 3 o 4): non particolarmente apprezzato dagli amanti del bel vestire poiché conferisce troppa rigidità e precisione all’aspetto: la classe è saper abbinare eleganza a nonchalance.
    Pochette Rampley & Co.
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