Il titolo del seguente articolo non è stato scelto a caso. La cravatta, accessorio esclusivamente utilizzato nella moda maschile, rappresenta il trade-union tra la giacca e la camicia, ma funge anche da “sfogo” per l’eccentricità del gentleman che vuole osare. Difatti, a seconda dei suoi colori e delle sue forme (geometriche e non), può essere utilizzata in svariati modi a seconda dei gusti personali, prestando giusto attenzione a qualche regola di stile. Una di queste riguarda il materiale con cui è realizzata, prediligendo la seta, cashmere, lana o la maglia ed escludendo a priori i materiali sintetici. Anche il nodo ricopre un ruolo importante: quello più frequente è il doppio nodo semplice che si ottiene avvolgendo la pala al codino una seconda volta.

I canoni più interessanti da seguire circa le cravatte, però, riguardano le molteplici tipologie di fantasie (pattern, in gergo tecnico) che le caratterizzano, e di conseguenza come abbinarle:

  • La cravatta in tinta unita: Nonostante possano sembrare anonime, sono sintomo di classe ed eleganza. Di solito i colori più indicati son il blu (come in foto, nel pregiatissimo tessuto in garza), il grigio ed il marrone abbinabili con abiti a fantasia (gessati, Prince of Wales) per i quali è bene far far attenzione all’accostamento con la cravatta evitando troppi incastri geometrici che, a vista d’occhio, potrebbero risultare ripetitivi e fastidiosi (ad es. l’uso della cravatta a tinta unita evita l’accostamento abito gessato – cravatta a righe);
  • La cravatta a righe (cd regimental): Tipico accessorio da British style da cui è stato coniato il nome anglosassone (utilizzato per distinguere, a seconda dei colori delle righe, reggimenti, scuole o club), è molto gradita dai businessman americani, ma anche europei data la facilità con cui può trasformare un abito da anonimo a vivace;
  • La cravatta di maglia: Molto giovanile e sobria, utilizzata d’inverno sia con abiti sia con jeans e blazer. In commercio si possono trovare a tinta unita oppure a pois;
  • La cravatta a pois: Un mix di eleganza e vivacità, anch’essa è tipica dello stile anglosassone. Unico accorgimento: si può abbonare ad una camicia a quadretti o righe purché i motivi non abbiano dimensioni differenti; 
  • La cravatta con motivi geometrici: Tondi e quadrati sono i motivi più frequenti per queste cravatte, molto apprezzate dai dandy moderni. Occhio a che non risultino troppo vistosi o ipnotici e quindi fastidiosi per chi vi è di fronte.
    Tie: Sartoria Gallo; Suit: Sartoria Colazzo; Shirt: Camiceria Ambrosiana
  • La cravatta con disegno paisleyQuesto motivo, uno dei più acclamati in tempi recenti, si ispira alla tradizione orientale in cui era reputato simbolo della fertilità femminile. Spesso accostate a colori forti come il vinaccio, ocra, verdone o marrone. 
  • La cravatta a tema: Per i più audaci ed eccentrici, questa cravatta ha come particolarità quella di essere decorata da disegni/simboli che spezzano la serietà di questo accessorio. Ovviamente, ogni situazione richiede una specifico dressa-code, motivo per il quale consiglio di non esagerare con la tipologia di tema men che meno di utilizzarle durante un colloquio di lavoro. 
  • La cravatta con disegno Shepherd’s: Di chiara origine anglosassone, riecheggia un motivo utilizzato anche su giacchetta, ma che spesso viene apprezzato sulle cravatte. E’ molto elegante, purché utilizzato con cura evitando motivi troppo grossi e colori troppo accesi.
    Tie: Marinella; Suit: Sartoria Colazzo; Shirt: Camiceria Ambrosiana
  • La cravatta iconiche: La tradizione della cravatte italiana ha da sempre avuto un nome e cognome: Eugenio Marinella. Le sete pregiate, lo stile inglese, la scrupolosa attenzione per i dettagli e la maestria delle sarte napoletane hanno reso quest’azienda una tra le più riconosciute al mondo, simbolo di un Made In Italy ancora vivo e legato alle tradizioni. Basti pensare che la loro bottega a Napoli, da tantissimi anni a questa parte, apre alle 6.30 ed è solita ad offrire sfogliatelle e caffè ai suoi clienti.
    Tie: Marinella; Suit: Sartoria Gallo; Shirt: Camiceria Ambrosiana
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