Nell’armadio dell’uomo che ama il bel vestire deve esserci almeno un abito per ogni stagione. Uno in lino per combattere l’afa estiva (oppure un seersucker per i più pretenziosi); uno in fresco lana (di grammatura oscillante tra i 240/260gr) per affrontare al meglio l’autunno e prepararsi gradualmente all’inverno; uno in flanella (o cachemire per i più abbienti) per ripararsi dal gelo di inizio anno; e per concludere, un Solaro, perfetto per il primo sole primaverile.

Il Solaro è un tessuto puro (nelle varianti in cotone e lana) ad effetto cangiante dovuto dalla sfumatura di colore differente da un lato all’altro. Il suo nome è stato brevettato dalla casa tessile britannica Smith Woolens, che ne ha confermato orgogliosamente la sua provenienza denominandolo Original Solaro Made in England. Ma il suo nome ha un origine particolare: veniva utilizzato dalle sartorie militari, le quali auspicavano che un tessuto di colore chiaro potesse avere effetti benefici sui soldati, proteggendoli dai raggi del sole. Con il passare degli anni il suo successo crebbe affermandosi come vera istituzione nella moda maschile (si ricordano quelli indossati da Mastroianni o Agnelli), tant’è che anche altre case tessili hanno incominciato a fabbricare dei propri Solaro, diversificandone il colore. L’abito che indosso in foto, difatti, è in lana Drago, nella variante del verde ed è stato cucito dai bravissimi sarti Colazzo di Lecce.

Badate bene, come ho già spiegato, ognuno interpreta personalmente la moda ed il vestirsi, ma uno dei canonici estetici dai quali non si può “sfuggire” è che il Solaro è un tessuto che si addice solo ad abiti interi e non spezzati. Rigoroso è anche l’utilizzo di scarpe in testa di moro, cammello o bordeaux e di camicie tinta unita; sulle cravatte c’è più libertà di scelta, ma sempre tenendo conto della camicia che si vuol abbinare.

Caratteristiche abito in foto:

  • giacca monopetto 3 bottoni stirati a 2; revers di 10cm; spalla a camicia (o a mappina, in gergo leccese); tasche a filetti con ticket pocket;
  • pantalone a vita alta con doppia pinces aperta verso l’esterno; cinta laterale senza passanti; risvolti di 5cm.

Clicca qui per vedere le prove dell’abito presso la Sartoria Colazzo di Martano (Lecce).

Total
9
Shares