Simbolo di un’Italia europea, moderna e in continua espansione, Milano, capitale della moda, si contende da sempre il primato con le sue antagoniste Londra, Parigi e New York. Il cuore è il Duomo, le sue arterie Corso Vittorio Emanuele, Via Torino, Via Dante e Via Montenapoleone, nelle quali scorre il flusso dei turisti che, in numero sempre crescente, ogni anno visitano la città meneghina. Spopolano le grandi catene commerciali, i grandi magazzini e le eleganti boutique di Via della Spiga, ma per fortuna continuano ad esistere quei “piccoli angoli di Paradiso”che identificano l’Italia come leader della sartoria mondiale: gli atelier.
Ed è proprio tra le frenetiche vie della Moda milanese, alle spalle del Duomo, in via San Paolo 13, che emerge la sartoria del Maestro Guido Esposito, 83 anni e del suo socio Hisashi Sasaki, 36 anni, fedelmente aiutati dal loro collaboratore Davide Panizza, 25 anni. “C’è un abruzzese, un giapponese e un milanese…” No, non è una battuta ilare, ma un trio di sarti che ha rapito la mia curiosità e mi ha spinto a contattarli.
Facendo un balzo retrospettivo, la storia della sartoria nasce negli anni ’50 quando il Sig. Esposito si muove dal natio Abruzzo per trasferirsi a Milano. Qui inizia a lavorare in un ambiente a lui nuovo, presso la Sartoria di Ubaldo Baratta, e dopo 9 anni di esperienza acquisita, decide di mettersi in proprio e, nel 1959, fondare la omonima sartoria nel cuore della città. È da qui che inizia l’attività imprenditoriale del Sig. Esposito, la cui maestria viene subito riconosciuta dalla Milano borghese: notai, avvocati, dirigenti di banca e diplomatici, che indossando i suoi abiti sono il biglietto da visita che ne conferma l’abilità, collocandolo tra i migliori sarti del panorama artigianale milanese dell’epoca. Negli anni a seguire, nonostante la nuova moda del confezionato industriale, l’officina del maestro Esposito continua a seguire la politica del “su misura”, della cura del dettaglio e della rifinitura manuale. È nel 2018 che l’incontro con il giovane sarto giapponese Hisashi Sasaki, arrivato in Italia per realizzare il sogno della vita, apre nuovi orizzonti all’atelier che costituitosi società, dà nuovo vigore e mantiene il passo nel panorama mondiale della moda.
I loro abiti, realizzati con cura maniacale, sono prodotti con un minimo di 80 ore lavorative utilizzando i migliori tessuti italiani e inglesi in commercio.
Un abito Esposito – Sasaki è interamente fatto a mano e nel corso della sua produzione, viene provato tre volte dal cliente (anche a seconda delle esigenze) per assicurare una vestibilità “al millimetro”, come piace definire il Maestro Esposito. Il loro cavallo di battaglia è il doppiopetto, con il revere “a lancia” rigorosamente non tirato a squadra, ma tagliato a mano dal sarto.
La nostra collaborazione nasce con la realizzazione di un abito 3 pezzi in grisaglia di lana follata 130s (280 gr/mt) del lanificio Drago. La giacca che ho scelto è un monopetto con revere di 9.5 cm e taschino a filetti, il gilet l’ho preferito senza bavero e i pantaloni sono a vita alta, con doppia pince rovesciata con risvolti da 5 cm. Il tutto per creare un perfetto connubio tra stile ricercato e sobria freschezza.

Sito web: www.hisashi-sasaki.com
IG profile: @sartoria_espositosasaki
Dove si trova: Via San Paolo 13, Milano

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