Arte antica in chiave moderna. Questa è la traduzione italiana del brocardo latino che di primo impatto si nota inciso sulla facciata interna della Sartoria Frandre’ di Martina Franca.

Un motto scelto, ovviamente, non casualmente. La sartoria appare difatti moderna, fresca ed elegante, ma al contempo addobbata da antiche macchine da cucire, arnesi che sanno di vissuto e abiti in prova prevalentemente cuciti su stoffe inglesi e vintage. Di atelier mi è capitato di vederne tanti e questo mi pare fosse uno di quelli gestiti  da un sarto esperto, di mezz’età e quindi con un background tale da poter raccontare qualcosa, ma con la giusta maturità da scegliere uno stile lussuoso e newage. Detto ciò, se dovessi dirvi quanti anni ha Andrea Franchini, owner della Sartoria Frandré, non ci credereste. Ebbene lui ha solo 24 anni, ma entrando nella sua bottega e parlando con lui sembra quasi che si possano invertire le cifre e leggere 42 anni. Difatti, sebbene la giovane età, sono già 10 gli anni che lo vedono padroneggiare ago e filo: a 14 anni ha il primo approccio con questa professione e man mano che passa il tempo aumenta la sua voglia di conoscere a fondo questa nobile arte, che approfondisce frequentando storiche botteghe artigiane. Così trascorre un po’ di tempo nella sartoria di un noto Maestro locale, Natale Zaccaria, da cui prende l’imprinting e la passione per questo mestiere che sente già così suo. Gli oggetti di cui vi parlavo sopra, non sono altro che il simbolo del passaggio di testimone del Maestro, l’eredità che quest’ultimo ha lasciato al suo prediletto, non di certo riassumibile “solo” in oggetti materiali, ma soprattuto nel Saper Fare che Andrea adopera in ogni lavorazione. Dopo la triste scomparsa dell’anziano Maestro, Andrea ha avuto la fortuna di poter apprendere ancor di più da un altro esperto locale, il sarto Franco Filomena, dal quale consolida quanto già precedentemente appurato, perfezionando il taglio e facendo tesoro dei preziosi consigli che il saggio artigiano gli offriva. Nel 2017 giunse il momento di aprire la sua personale bottega nel cuore della bellissima Martina Franca che, com’è noto, è patria dell’artigianato targato Made in Puglia.
Ed ancora oggi, dopo il pensionamento e dato il rapporto paterno che li lega, Franco Filomena passa frequentemente nell’atelier di Corso Vittorio Emanuele per osservare con fierezza quanto Andrea faccia per accontentare i suoi clienti.

Ed è proprio questo il fulcro del lavoro del giovane sarto pugliese: mettere in pratica tutti i “trucchi” che i due esperti sarti gli hanno insegnato coniugandoli ad uno stile giovanile, sfarzoso frizzante propri di un ragazzo della nuova generazione tanto da essere ripetutamente fermato da telecamere e microfoni delle televisioni nazionali allo scorso Pitti Uomo estivo di Firenze. Difatti Andrea, oltre che essere un abile sarto è anche modellista. Un artista a tutto tondo capace di dare vita a creazioni che solo un abito su misura può donare. Il tutto non pregiudica però la qualità delle sue opere. Moderne sì, ma senza dimenticare pregio e cura. Traditio in Novitatae, si ritorna sempre lì. Andrea cuce esclusivamente a mano i passaggi più importanti (giromanica, spalla, trapunto e mezzopunto in seta), ripassando a macchina solo i punti dell’abito che necessitano di maggiore resistenza.

Dato il suo spiccato gusto e il suo essere poco scontati, io e Andrea abbiamo deciso di dare inizio a questo percorso con un abito che non tutti possono indossare data la sua appariscenza: un magnifico monopetto in seersucker di Harrison’s, il capo estivo per eccellenza. Il termine proviene dall’India, anche se quello originale è prettamente persiano, dove l’espressione shir o shekar significa “acqua e zucchero”, una metafora che allude alla liscezza e ruvidezza del tessuto. Il seersucker per antonomasia presenta una doppia anima nell’alternanza delle righe: quelle bianche sono lisce e dritte, mentre quelle (solitamente) blu sono increspate per via di una diversa intelaiatura, ma possono esserci anche di altri colori. A mio avviso, il seersucker rappresenta l’Eleganza estiva con la E maiuscola a contrariamente a chi pensa che il lino ne sia il tessuto per eccellenza.
Andrea ha anche avuto modo di esprimere la più volte citata creatività cucendo anche una polo-camicia di cotone leggero con collo aperto Capri, proprio per abbinarla all’abito.
Ecco a voi il risultato, le foto parlano da se.